sabato, 5 Aprile 2025
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Ramurazzi & Dazi: L’America prima, il resto del mondo dopo

Sottotitolo: “ma chi a fillata i Dagnino?

Il perché di questo titolo è presto detto. Ramurazzi tradotto dal siciliano significa ravanello. Ravanello mi ha fatto ricordare un film di qualche anno fa con Luciana Littizzetto.

Quindi, a questo punto, si capisce benissimo del perché ho usato questo termine sarcastico. Ho voluto sminuire la serietà dell’articolo. Mentre per il sottotitolo ho voluto usare un detto prettamente palermita (ad essere pignoli: palermitano) che vuol dire: banalmente, la mortadella, servita a fette che si vendeva, nella salumeria Dagnino nota famiglia palermitana del settore alimentare. Era una prelibatezza esotica non accessibile a tutti perché costava cara e quindi non era per tutte le tasche. È una esclamazione di quando una cosa è impossibile, esprime contemporaneamente meraviglia e dubbio per dire che qualche cosa è impossibile.

Tornando al serio e prima di addentrarci sulla trattazione dell’argomento chiariamoci le idee, cosa sono i dazi di cui abbiamo, soprattutto in questi giorni, sentito parlare sia dai media sia dai politici di quasi tutti i paesi del mondo: i dazi sono un’imposta che si applica sulle merci in arrivo da un paese straniero. Si esprimono in valore percentuale del prezzo di vendita e di solito ricadono concretamente sull’importatore (quindi il paese che compra le merci), che li paga alla dogana del paese di ingresso.

Da ‘La Stampa’: «L’obiettivo è quindi rendere meno vantaggiose le importazioni rispetto ai prodotti o servizi nazionali. I dazi devono essere saldati prima che i beni entrino nel Paese e si calcolano in base al valore reale del prodotto, alle spese di spedizione e all’assicurazione».

Il neo, nonché riproposto President of U.S.A., ha tirato fuori dal suo cilindro, tra le altre cose, l’applicazione dei dazi alti per mezzo mondo, cafuddando (per i non siculi: menando) i paesi del vecchio mondo e non solo.

Già il vecchio mondo, mentre la popolazione americana degli U.S.A. è definita il nuovo mondo.

Nei secoli scorsi si è assistito ad una migrazione esagerata dal vecchio al nuovo mondo e non sempre chi emigrava era uno stinco di santo, anzi tutt’altro. Poi sono arrivati il meglio dall’oriente e in mezzo ai due arrivi in massa ci sono anche loro gli africani, arrivati forzatamente.

Invece che essere riconoscente ai popoli che hanno contribuito a formare la popolazione americana, lui che fa? Disconosce la paternità e si mostra un figlio irriconoscente.

E qua mi fermo, non merita la mia attenzione.

E dire che le origini della famiglia Trump proviene da antenati tedeschi per parte di padre e scozzesi per parte di madre; tutti e quattro i suoi nonni nacquero in Europa: il nonno Frederick Trump (nato come Drumpf), cugino dell’imprenditore alimentare Henry John Heinz, fu il capostipite della famiglia Trump.

Riconoscenza, questa sconosciuta!

Vediamo cosa è avvenuto in questi due ultimi giorni, dopo il roboante proclama di Mister President.

Da ‘La Repubblica’: «Dopo i primi giorni di scambi nel post dazi di Donald Trump, occhi puntati sulla reazione dei mercati. La giornata inizia male, con le borse asiatiche che registrano profonde perdite e l’Europa che apre in rosso. Ieri Wall Street ha perso il 6,64% e ha bruciato 2 mila miliardi di dollari. Apple ha registrato il crollo maggiore della sua storia data la forte dipendenza dell’azienda dall’export di prodotti dalla Cina. Il prezzo del petrolio continua a scendere, con il Brent che tocca i 69,41 dollari al barile, mentre l’oro ha ormai superato i 3.100 dollari l’oncia».

Da dove si è partito lo si capisce da questa frase pronunciata durante l’intervento al Congresso Americano del Tycoon, dai cosiddetti dazi reciproci (da ‘La Stampa’): «Firmerò uno storico ordine esecutivo con dazi reciproci. Reciproco significa che loro fanno questo a noi e noi lo facciamo a loro, è uno dei giorni più importanti della storia americana», così Donald Trump ha annunciato dal Giardino delle rose della Casa Bianca, la volontà di imporre nuovi dazi sui beni importati negli Usa.

Si è aperto così un circolo vizioso, perché adesso, come hanno annunciato i paesi coinvolti in questa azione, reagiranno a loro volta non certo con operazioni benevoli verso gli US.

Sempre nell’articolo de: ‘La Stampa’: “Nella tabella esposta durante l’annuncio, Trump ha mostrato le tariffe che gli altri Stati applicano ai prodotti statunitensi e nella colonna accanto (quella in arancione) le nuove tariffe reciproche, che valgono circa la metà. Secondo il tycoon, l’Ue applicherebbe tariffe al 39% e quindi gli Usa risponderanno con dazi al 20%. Va detto che il 39% citato da Trump non è un valore pacifico: è stato ottenuto sommando tutte le barriere (reali e presunte) che i prodotti americani fronteggiano, compresa l’Iva”.

I paesi colpiti dai dazi

Quando entrano in vigore i dazi annunciati da Trump? I dazi reciproci base del 10% entreranno in vigore il 5 aprile, l’aumento specifico per ogni paese scatterà invece il 9 aprile. I dazi al 25% sulle auto straniere, acciaio e alluminio, sono già entrati in vigore in queste ore.

Mentre il mondo è in allarme cosa dice in breve il Magnate ed il suo Vice? Che dalla reazione del mercato si aspettavo di peggio e hanno ripetuto tutto poi si sistemerà e loro, gli americani ne avranno dei grossi vantaggi.

Anche oggi perdite pesanti in borsa! Questo chiaramente significa che le borse mondiali amano tanto Monsieur le Président (come si direbbe in francese ndr.).

A proposito dei dazi, mi sono ricordato un aneddoto che mi raccontò mio nonno, che di mestiere faceva il Finanziere. Mi raccontava che al confine del “mio paesello tanto caro e tanto bello” (così mi piace definirlo ndr.), c’era una volta la dogana, più precisamente fra il territorio di Sferracavallo, che apparteneva a Palermo (dove io nacqui), e il territorio di Torretta, infatti questa via ancora oggi si chiama via Torretta. Ebbene un contadino si presentò alla dogana con una carriola in legno dove a suo dire c’era suo padre adagiato coperto da un sacco di iuta. Stava portando suo padre dal medico che prestava servizio nel paese limitrofo (penso fosse Isola delle Femmine).

Questo lui rispose alla domanda del doganiere che gli chiese se avesse qualcosa da dichiarare. Quando stava per avviarsi, dalla carriola si levò un suono strano simile ad un grugnito. A questo punto l’altro doganiere tolse il sacco e i due non credettero ai loro occhi. Prontamente il contadino disse: “beddamatri me patri porcu divintau” (per i non siculi: “bella madre mio padre si è trasformato in un maiale”. Lo scopo era chiaro il contadino voleva evitare di pagare la tassa.

Ogni tanto qualche battuta per sminuire la serietà di un testo ci vuole, come ho già accennato. A tal proposito c’è una citazione in merito che calza a pennello: “una risata vi seppellirà”, frase dell’ottocento attribuita all’anarchico Michail Bakunin, ripresa nel 1968 dagli studenti parigini in occasione delle proteste dei movimenti studenteschi che si ebbero quell’anno in tutta Europa.

Alla prossima

Di seguito fornisco un approfondimento su cosa sono i Dazi Doganali.

I dazi doganali sono imposte indirette applicate sulle merci importate o esportate tra nazioni. Generalmente, vengono imposti sui beni in entrata per proteggere l’economia nazionale dalla concorrenza estera, rendendo i prodotti importati meno competitivi rispetto a quelli locali. Il calcolo del dazio può basarsi sul valore della merce, sulla quantità o su una combinazione di entrambi. ​

Ecco le tipologie di Dazi:

  • Dazi Ad Valorem: Calcolati come una percentuale del valore della merce importata. Ad esempio, un dazio del 10% su un bene del valore di 100 euro comporta un’imposta di 10 euro. ​
  • Dazi Specifici: Basati su un importo fisso per unità di misura, come peso o volume, indipendentemente dal valore del bene.​
  • Dazi Misti: Combinano elementi dei dazi ad valorem e specifici, applicando sia una percentuale sul valore sia un importo fisso per unità.​

Motivazioni per l’Imposizione dei Dazi: Protezione dell’Industria Nazionale: Salvaguardare le imprese locali dalla concorrenza estera, permettendo loro di crescere e mantenere posti di lavoro.​

Ritorsione Commerciale: Rispondere a politiche commerciali considerate sleali da parte di altri paesi, instaurando misure di ritorsione.​

Generazione di Entrate Fiscali: Fornire al governo una fonte di entrate attraverso la tassazione delle importazioni.​

Quali sono gli Effetti Economici dei Dazi? L’imposizione di dazi ha implicazioni sia positive che negative sull’economia.​

Distorsione del Mercato: I dazi possono alterare le dinamiche del mercato, rendendo meno conveniente l’acquisto di prodotti più efficienti o innovativi dall’estero, rallentando il progresso tecnologico e la competitività delle imprese nazionali nel lungo periodo. ​

Aumento dei Prezzi per i Consumatori: I dazi incrementano il costo dei beni importati, che spesso si riflette in prezzi più alti per i consumatori finali.​

Ritorsioni Commerciali: I paesi colpiti dai dazi possono rispondere con misure simili, dando vita a guerre commerciali che danneggiano l’economia globale.​

E per l’Economia Italiana qual è l’Impatto dei Dazi?

L’Italia, essendo il terzo paese europeo per esportazioni verso gli Stati Uniti, è particolarmente esposta alle politiche tariffarie americane. Settori come quello automobilistico, dei macchinari e dell’agroalimentare potrebbero subire perdite significative a causa dei dazi imposti dagli USA. ​

Concludendo: Sebbene i dazi possano offrire una protezione temporanea a determinate industrie nazionali, nel lungo termine possono portare a inefficienze economiche, aumenti dei prezzi per i consumatori e tensioni commerciali internazionali. Pertanto, è fondamentale valutare attentamente l’imposizione di tali misure, considerando sia i benefici immediati che le potenziali conseguenze a lungo termine sull’economia globale.

N.B. Le immagini sono prese dal web.

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